tradimenti
Clara il suo diario capitolo 4
19.04.2026 |
227 |
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"E io… io ero appena stata riempita nel culo da un altro uomo, avevo goduto come una puttana e avevo chiesto di essere usata ancora..."
Capitolo 4 – La palestra era piacevolmente tranquilla quel pomeriggio. Sara e io avevamo scelto l’orario giusto: pochi clienti, musica bassa, spazio per chiacchierare senza essere ascoltate.Sara aveva appena finito di raccontare una delle sue ultime avventure.«Aveva un cazzo davvero bello, lungo e spesso» diceva mentre faceva una serie di affondi. «Ma non sapeva usarlo per niente. Alla fine gli ho dovuto dire: “Guarda che quello è il culo, non la figa”.»Scoppiai a ridere insieme a lei. L’atmosfera tra noi era rilassata, complice, come sempre. Sara era l’unica persona al mondo con cui potevo parlare senza filtri.Mentre sistemavo i pesi per la prossima serie, mi ritrovai a pensare a quanto fosse cambiata la mia vita in poche settimane.
Prima… prima pensavo che certe cose non le avrei mai fatte.
Mai avrei immaginato di tradire Luigi.
Mai avrei immaginato di diventare l’amante di un uomo adulto.
Mai avrei immaginato di provare il sesso anale… e soprattutto di godermelo fino a tremare.E invece era successo proprio a me.Ero diventata l’amante segreta di Marco. Un uomo maturo, esperto, dominante. Con lui sperimentavo ogni giorno cose nuove, cose che con Luigi non avrei nemmeno osato nominare. E l’ultima, la più intensa, era stata proprio quella.Chiusi gli occhi per un secondo e il ricordo tornò nitido.Era successo due settimane fa. Marco mi aveva portata a casa sua. Mi aveva fatta sdraiare a pancia in giù sul letto, con un cuscino sotto i fianchi. Mi aveva preparata con molta calma: tanto lubrificante freddo, le sue dita spesse che entravano lentamente, girando e allargando con pazienza. Poi ha usato anche la lingua, leccandomi intorno all’ano mentre con l’altra mano mi toccava la figa già bagnata. Ero terrorizzata ed eccitatissima allo stesso tempo.Quando ha iniziato a spingere con il cazzo, ho sentito un dolore acuto, bruciante. Era grosso, molto più grosso di quanto immaginassi. Mi allargava il culo centimetro dopo centimetro, una pressione profonda e invasiva che mi toglieva il fiato. Stringevo le lenzuola tra le dita e gemevo di dolore, mentre dentro di me una voce urlava: “Cosa stai facendo? Hai un fidanzato che ti ama, che è dolce con te… e tu sei qui a farti fottere nel culo da un altro uomo come una puttana da quattro soldi”.
Marco mi teneva ferma per i fianchi e mi parlava con quella voce rauca:«Rilassati… respira. Brava, prendilo piano. Lo sapevo che eri fatta per questo.»All’inizio è stato molto doloroso. Sentivo il mio corpo che si opponeva, che cercava di respingerlo. Ma piano piano, mentre lui spingeva con più decisione, il dolore si è trasformato in qualcosa di diverso: un piacere intenso, profondo, quasi insopportabile. Marco è diventato più aggressivo. Ha iniziato a muoversi più forte, a stringermi i fianchi con forza, a tirarmi i capelli, a schiaffeggiarmi il culo. Ogni spinta mi faceva sentire piena in un modo nuovo, proibito, travolgente.E io… io ho goduto.
Sono venuta mentre mi scopava nel culo, senza nemmeno toccarmi la figa. Un orgasmo violento, diverso da tutti gli altri, che mi ha fatto tremare tutto il corpo e urlare contro il cuscino. In quel momento mi sono sentita finalmente “donna”, piena, aperta, posseduta come non lo ero mai stata. E subito dopo è arrivata la vergogna più nera: stavo tradendo Luigi nel modo più sporco possibile.Poco dopo lui ha ricominciato a leccarmi la figa, lentamente, con la lingua larga che raccoglieva i miei umori. Io, ancora ansimante e piena di disgusto verso me stessa, gli ho preso il cazzo in mano, l’ho portato alla bocca e, con le lacrime agli occhi, gli ho sussurrato:«Ti prego… inculami ancora.»Marco ha riso piano.«Di già? Sei proprio insaziabile, troietta.»Ho stretto più forte il suo cazzo e l’ho guardato negli occhi, supplicante.«Per favore… voglio sentirti di nuovo dentro il culo. Scopami più forte stavolta. Usami.»
Lui mi ha guardata con quegli occhi scuri e ha detto con voce dura:«Chiedimelo come si deve. Pregami.»«Ti prego, Marco… inculami di nuovo. Riempimi il culo. Voglio essere la tua troia.»Mi ha girata a quattro zampe, mi ha dato uno schiaffo forte sul sedere e mi è entrato dentro con una spinta decisa, senza pietà. Mi ha scopata con spinte profonde e violente, tenendomi per i capelli.Alla fine mi ha fatta girare, mi ha messa in ginocchio e mi ha scopato di nuovo la bocca. Prima di venire mi ha guardata e ha detto:«Aprila bene. Voglio sborrarti in bocca come a una vera troia.»Ho aperto la bocca e lui è venuto, fiotti caldi e abbondanti che ho inghiottito quasi tutto, sentendomi la persona più sporca e più eccitata del mondo.Mentre tornavo a casa quella sera pensavo a Luigi. A quanto è dolce, a quanto mi ama, a quanto si fida ciecamente di me. E io… io ero appena stata riempita nel culo da un altro uomo, avevo goduto come una puttana e avevo chiesto di essere usata ancora. Mi sono sentita una traditrice schifosa. Mi sono sentita sporca dentro, marcia, indegna di lui.
Eppure, nonostante tutta questa colpa che mi divora, non riesco a farne a meno.Non so più chi sono veramente.
Sono ancora l’angelo che Luigi crede di avere accanto?
O sono diventata il diavolo che Marco ha tirato fuori?Forse sono entrambe le cose.
E questa consapevolezza mi terrorizza… ma mi eccita da morire.
Clara
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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